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martedì, 07 ottobre 2008
ULTRA' CALCIATORI: MASSIMO BARBUTI


Massimo Barbuti è nato a San Giuliano Terme il 5 agosto 1958, calciatore degli anni ottanta e oggi allenatore.

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Sì,non dimenticherò mai il gol segnato al Mirabello su punizione, nel derby contro ”i nostri” cugini della Reggiana. Quando vidi la palla in fondo al sacco corsi come un forsennato e mi feci tutto il campo, quando arrivai sotto la curva dei BOYS ero spompato, non ce la facevo più, ma fu una soddisfazione e una gioia indescrivibile.”

Si perché ogni qualvolta la palla varcava la linea di porta, la corsa di Barbuti era solo per i ragazzi della nord di Parma e per se stesso, in un legame unico ed indissolubile. Rimane impressa, quasi emblematica, quella contro la Carrarese (il 17/10/1982) dove Massimo dalla foga riusci a tirare la rete a terra.

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Prima di arrivare al Parma nel 1982 però, ha giocato nella Cerretese, nel Rosignano Solvay, nello Spezia e nel Taranto, mentre nel 1985 è stato ceduto dal presidente Ceresini all'Ascoli dove ha esordito in serie A (con un gol a San Siro al Milan) nel torneo 1986-87. In effetti Barbuti aveva vinto la classifica cannonieri di B l'anno prima, ma non seppe ripetersi in A: 19 presenze e 4 reti il magro bottino ottenuto in quell'anno. Questo scarno risultato segnò la sua uscita definitiva dal calcio che conta ma poco importa perché è con la maglia del Parma che Barbuti è entrato nel cuore della gente per poi rimanerci:

...Al pubblico del Tardini devo dire grazie per quello che mi ha dato in passato e per l'affetto che continua a riservarmi nella storia del Parma e ogni volta che ritorno nel Ducato. Tra me e il pubblico di Parma si è instaurato un feeling meraviglioso. Non so neppure spiegarmi io il perché. Non era, certamente, perché segnavo o per il mio modo di esultare dopo un gol. Era un fatto epidermico. Il bello è che questo rapporto sincero e stupendo dura inalterato ancora negli anni..."


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Faceva parte di quella categoria di giocatori che noi amiamo e non certo per la tecnica(che lui tra l'altro ammise tranquillamente di non avere) ma per quel amore viscerale nei confronti della maglia, per aver sempre messo il cuore e lottato su ogni pallone. E questo viene profondamente rivalutato ai giorni nostri, giorni in cui il cancro del calcio moderno porta alla scomparsa di giocatori del suo calibro.    Voglio chiudere con queste sue parole che probabilmente valgono più di mille discorsi:



Conservo una videocassetta regalatami anni fa dai tifosi della Curva Nord con tutti i miei gol. Ogni tanto la rivedo e mi viene la pelle d'oca. Non per i gol che segnavo, ma per il periodo che ho trascorso qui. Mi piaceva persino la nebbia..."

postato da: PadovaStyle alle ore 14:02 | Permalink | commenti
categoria:quei del baeon